Contaminazione
22 Luglio 2015

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Il progetto Contaminazione è stato pensato e realizzato tra gennaio e aprile del 2015.
In questi mesi sono capitato più volte nelle vicinanze di Mondragone e di Pescopagano in provincia di Caserta.
In un primo momento non ho mai portato la macchina fotografica con me perché non essendoci mai stato volevo rendermi conto del territorio in cui mi trovavo, e all’inizio non pensavo di realizzarci un progetto fotografico.
Il primo viaggio che ho fatto in quelle zone, mi ricordo che arrivai di notte, e la prima cosa che mi colpi era la quasi totale mancanza di illuminazione e la grande quantità di cani randagi che giravano in mezzo ai rifiuti in cerca di cibo.
La mattina seguente ispezionai una piccola parte del territorio circostante e mi resi conto della situazione di abbandono in cui mi trovavo e a quanti pochi chilometri invece vi fossero dei centri abitati.
Dopo questa perlustrazione mi vennero sempre più domande, e iniziai a parlare con la gente che viveva li, chiedendo informazioni sul posto e in particolare della storia recente.
La prima domanda che rivolsi ad un passante fu:
A Quanto risale la decadenza di questo posto?
Il signore alla quale posi la domanda mi raccontò che il forte declino iniziò nei primi anni 2000 con l’inizio della crisi finanziaria, gli abitanti, soprattutto di Napoli che avevano la seconda casa in quelle zone di villeggiatura, non potendo più mantenere la proprietà, avevano portato la zona ad un forte degrado così come la vediamo oggi.
Naturalmente senza più abitanti, senza più una vita quotidiana anche le attività commerciali dovettero chiudere, una sequenza di abbandono collettivo, segnato ancora di più dall’occupazione degli edifici da parte di persone clandestine.
Tutto questo mi ha dato l’input di realizzare un progetto fotografico in questo luogo, cercando di non creare il solito progetto di denuncia ambientale ma di far capire come un intero quartiere costituito da ville e villini di un certo livello oggi si possa ritrovare in questo stato di forte degrado, e nessuno faccia niente per risolvere tutto questo; e far capire come è stato veloce il “cambio”, un tempo luogo vissuto dalla classe più agiata della Napoli bene e oggi dalla classe sociale più in difficoltà e come all’esterno il tempo si sia congelato, le case abbandonate piene di rovi, ma al cui interno la vita sembra continuare, ci sono mobili elettrodomestici e tutto ciò di cui serve per “VIVERE”.
Durante il mio soggiorno, le poche persone italiane che vivono tutto l’anno qui mi hanno raccontato, confidato, che i proprietari delle case che da alcuni anni non tornavano nel luogo o per l’età avanzata o per altri problemi, avevano paura di rivedere le loro abitazione, come queste fossero trasformate o derubate delle loro cose, preferivano avere un ricordo del passato, quando era un quartiere di lusso, turistico e pieno di vita, ossia dimenticare la realtà, vivere solo con il ricordo del passato, ma loro no, sebbene posseggano un’altra abitazione in città (Caserta o Napoli) non intendono lasciare la loro casa, nemmeno nel periodo invernale, considerando che quasi tutte le abitazioni non hanno un sistema di riscaldamento, perché “LORO” non potrebbero vivere con la paura di ritornare e vedere la loro casa, comprata con tanti sacrifici, occupata da altre persone e, la cosa più importante, non poter far niente perché ciò non accada.
Proprio questi racconti, queste persone, mi hanno fatto riflettere molto, e a chi non avrebbe fatto riflettere, farsi delle domande come tutto questo sia possibile, dove è la forza dell’ordine ? perché non intervengono? poi ho capito dai vari racconti che questi posti sono lasciati nel dimenticatoio non solo dalle forze dell’ordine ma anche dai enti territoriali, qui vale la legge del più forte …..un po’ come in natura.
In quei momenti ho proprio percepito la lontananza dello Stato come Ente, in quanto, maggiormente lo Stato dovrebbe tutelare il cittadino in difficoltà e invece noto che in certe zone geografiche è proprio inesistente.
La bassissima qualità di vita si percepisce all’entrata del quartiere dove puntualmente tutti i giorni si trovano dei venditori ambulanti che offrono degli oggetti saccheggiati nelle case, come piccoli elettrodomestici, tappeti, tendaggi…senza considerare che ci sono dei campi un tempo adibiti alla coltivazione, oggi discariche a cielo aperto.
Tutto questo mi ha fatto pensare alle difficoltà che avrei potuto incontrare per fotografare questi luoghi, anche se io, non sono andato a fare una fotografia di denuncia all’interno delle abitazioni occupate o a fotografare le montagne di immondizia, ma dovevo immortalare l’ambiente con i nuovi “abitanti” del posto.
Infatti i primi scatti li ho fatti dall’interno dell’auto in modo che le persone non si accorgessero che stavo facendo delle fotografie, ma il risultato non era soddisfacente, pertanto da li a poco ho deciso che se volevo realizzare quello che avevo in mente mi dovevo mettere allo scoperto ed è quello che ho fatto, e qualora delle persone mi avessero fermato gli avrei spiegato la mia idea e cosi è stato.
Ho cercato di documentare in maniera più oggettiva possibile le Contaminazioni che ho percepito nel territorio in cui mi trovavo.
Ora che ho finito il mio lavoro posso dire che non ho trovato grandi difficoltà a scattare fotografie a patto di spiegare il mio lavoro alle persone che ho incontrato e che mi hanno chiesto PERCHE?